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lunedì 9 giugno 2014

CALENDARIO SCOLASTICO 2014/2015 NELLA REGIONE SARDEGNA

Inizio delle lezioni: 15 settembre 2014 lunedì;

FESTIVITA'  NAZIONALI:
il I° novembre 2014  
 sabato                 festività di  Tutti i Santi;
il 6 novembre 2014   giovedì             festa del Santo Patrono (San Leonardo);
l'8 dicembre 2014      lunedì               Immacolata Concezione;
il 25 dicembre 2014  
 giovedì               Santo Natale;
il 26 dicembre 2014  
 venerdì                   Santo Stefano;
il I° gennaio 2015      
 giovedì              Capodanno;
il 6 gennaio 2015      
 martedì                    Epifania;
il 6 aprile 2015      lunedì                    Lunedì dell'Angelo;
il 25 aprile 2015       
 sabato                  Anniversario della Liberazione;
il I° maggio 2015        venerdì
                  Festa del Lavoro;
il 2 giugno 2015        
 martedì                    Festa Nazionale della Repubblica;

ULTERIORI SOSPENSIONI DELLE ATTIVITA' SCOLASTICHE:
il 2 novembre 2014      domenica
                                     commemorazione defunti
dal 23 dicembre 2014 al 6 gennaio 2014
 martedì - martedì vacanze natalizie;
il 17 febbraio 2015        martedì
                                   martedì grasso
dal 02 al 07 aprile 2015  giovedì - martedì   vacanze pasquali;
il 28 aprile 2015           martedì                                  Sa Die de sa Sardigna;

TERMINE DELLE LEZIONI:
10 giugno 2015
 mercoledì per la scuola primaria e per la secondaria di I e II grado;

il 30 giugno 2015 martedì per le attività educative nella scuola dell'Infanzia;

n. 2 giorni a disposizione del Consiglio d'Istituto.

GIORNI DI LEZIONE:

Settembre 2014  14
Ottobre 2014        27
Novembre 2014  24
Dicembre 2014   18
Gennaio 2015     22
Febbraio 2015     23
Marzo 2015          26
Aprile 2015          19
Maggio 2015       25
Giugno 2015        8

Totale 206
A disposizione -2

TOTALE 204

Letterina



Carissimi alunni,

è stato bello trascorrere il terzo anno scolastico con voi, emozionante ricevere i vostri disegni, letterine, pensieri d'affetto. Quasi non ricordo se siete stati chiacchieroni durante l'anno scolastico, perché voi sapete benissimo che le maestre ricordano solo le cose belle.

Bellissimi i ricordi che mi tornano in mente: gli abbracci all'ingresso in aula, la sorpresa di trovarvi tutti silenziosi al rientro in classe per farmi una bella sorpresa.

Ognuno di voi è speciale non scordatelo mai e ricordate sempre che la classe è come una famiglia allargata.

Ci siamo sempre aiutati nei momenti di difficoltà, dopotutto lavorare insieme è più bello, vero?

Sui banchi siete cresciuti all'insegna di valori e ideali comuni e in questi banchi si formeranno talenti, chissà in quali campi, il cui successo potrà essere attribuito anche di aver imparato con continuità e serietà non solo cultura ma anche l'educazione e l'amicizia che sono la base fondamentale per la vostra crescita.

In effetti avete solo 9 anni ma il cammino è intrapreso e la strada è spianata, naturalmente ancora tanto lavoro ci aspetta ma la forza e la volontà non ci mancano.

Ricordate la "Filastrocca delle maestre" di Bruno Tognolini?

Maestra, insegnami il fiore ed il frutto
Col tempo, ti insegnerò tutto
Insegnami fino al profondo dei mari
Ti insegno fin dove tu impari
Insegnami il cielo, più su che si può
Ti insegno fin dove io so
E dove non sai? - Da lì andiamo insieme
Maestra e scolaro, un albero e un seme
Insegno ed imparo, insieme perché
Io insegno se imparo con te.


Non scordatela mai.

Grazie a tutti per aver reso speciale la nostra classe.

Buona estate a tutti, riposatevi e leggete tutto quello che vi piace.

Ricordate: leggere fa crescere!!!

BUONE VACANZE A:
Mauro,  Eva,  Andrea, Claudio, Chiara, Claudia, Sebastiano, Raffaele, Ilaria, Elena, Giulia, Patrick, Justine, Emma, Anna, Lorenzo, Matteo, Ilenia, Gioele, Tommaso, Alice, Giacomo, Angelo


maestra Linda



giovedì 8 maggio 2014

Il Salone del Libro di Torino torna ad aprire i battenti per l’edizione 2014. Ancora una volta la location è quella del Lingotto, che per 5 giorni sarà l’ombelico internazionale del mondo della lettura.

È il Bene il motivo conduttore del Salone Internazionale del Libro 2014. Di fronte a una crisi globale che è anzitutto morale e culturale, diventa urgente la necessità di ridefinire le regole del gioco, di provare a disegnare un catalogo di valori, esperienze, sensibilità di segno positivo, da cui provare a ripartire. Non discorsi astratti, ma un’agenda di cose da fare. E da fare bene, al meglio possibile.

martedì 6 maggio 2014

A scuola senza zaino, si può fare.



L'idea mi frullava già da parecchio, ma ho sempre pensato che fosse irrealizzabile, poi leggendo qua e là ecco
A scuola senza zaino
Il metodo del curricolo globale per una scuola comunità di Marco Orsi

Traendo spunto dallo zaino come oggetto emblematico, inventato per gli eserciti e per i viaggiatori che affrontano luoghi inospitali, l'opera esamina la scuola come un sistema complesso, un ambiente in cui tutti gli aspetti hanno un valore, quelli materiali come quelli immateriali: da una parte gli strumenti, gli arredi, gli edifici, i laboratori, dall'altra gli obiettivi, la valutazione, i saperi, i metodi, la progettazione, le relazioni, le regole. L'oggetto zaino rimanda, in modo sorprendente, a un modello pedagogico improntato all'individualismo e alla standardizzazione: è come il sintomo di una difficoltà a sviluppare un apprendimento significativo fondato sull'esperienza. Viene lanciata perciò una sfida volta a riconfigurare la scuola coinvolgendo allievi e docenti. La «scuola senza zaino», un progetto che sta impegnando 11 istituti in Toscana, riscopre una dimensione di ospitalità e si propone di creare una comunità di ricerca favorendo la responsabilità degli alunni e l'acquisizione di competenze. Ogni aspetto viene ripensato attraverso il metodo del curricolo globale, riguardo al quale si forniscono qui schede e strumenti operativi per la gestione della classe e la progettazione delle attività. Una novità del libro è quella di coniugare l'approccio pedagogico con quello organizzativo, per cui l'opera si rivolge sia agli insegnanti che ai dirigenti scolastici.


mercoledì 26 febbraio 2014

Deu fueddu in sardu




La classe 3a A della Scuola Primaria di via Sicilia n.2 dell'Istituto Comprensivo statale di Serramanna, negli anni scolastici 2011/2012, 2012/2013, 2013/2014 attraverso la Legge Regionale n. 3 del 7/8/2009, art. 9, comma 10, lett. b) “Sperimentazione, nelle scuole di ogni ordine e grado, dell’insegnamento e dell’utilizzo veicolare della lingua sarda in orario curricolare”, ha beneficiato di almeno n.2 ore curricolari di
Lingua Sarda nel percorso didattico, dedicandole all'apprendimento di materie dell’ambito linguistico espressivo, storico/scientifico e sociale veicolati in Lingua Sarda nell'ottica delle direttive europee sulla valorizzazione delle lingue minoritarie, nonché degli studi più recenti di psicolinguistica relativi all'importanza, nel bambino, del plurilinguismo. 

lunedì 24 febbraio 2014

Maschere italiane






Arlecchino




                                                                        
Tradizione vuole che Arlecchino sia nato a Bergamo e che la madre, poverissima, gli abbia cucito il festoso costume con scampoli di vari colori.

sabato 22 febbraio 2014

Gianni Rodari e sa lìngua sarda, di Cristian Urru


Ah?
E ita nc'intrat Gianni Rodari cun sa lìngua sarda? Iat a pòdiri narri calencunu.

Mancu deu nci pentzamu ca custu maistu mannu de cultura e de vida podessit intrai, una diri, in su trabballu miu de manera funguda.

Assumancu fintzas a candu no apu cumprèndiu, e nci nd'est bòfiu de tempus, ca po èssiri “espertu de didàtica de lìngua e cultura sarda”, no bastat sa connoscèntzia de sa lìngua e de sa stòria sarda. No bastat a cumentzai (e acabbai) unu iter de istùdiu e formatzioni po nc'aciuvai beni beni is peis in totus is chistionis.

No bastant is cursus de agiornamentu. Nci bolint medas àteras cosas.

Deu a Rodari dd'apu connotu mellus candu, e funt passaus giai dexi annus a oi, apu cumentzau a trabballai cun is pipius de scola, fadendi progetus asuba de sa lìngua e cultura sarda.
Connoscimu is poesias suas, is filastrocas, ma no imu lìgiu ancora sa Grammatica della fantasia.
Fimu sèmpiri circhendi materiali chi mi podessit agiudai a ammanniai is ainas didàticas mias, de manera chi su trabballu fessit sèmpiri prus profetosu.
Un'amigu m'iat consillau Rodari. Mi seu pigau custu lìburu, chi tengu sèmpiri acanta mia e chi ònnia tanti pigu in manus po circai e agatai consillus bonus. Pruschetotu candu depu cumentzai unu trabballu novu cun pipius piticus.

Seu abarrau spantau.
A palas de cuddas filastrocas unu pagu macas e stròllicas chi totus connosceus, nci fiat un'òmini polìticu e unu grandu connoscidori de sa menti umana.
Nci fiat istùdiu, trabballu in su campu, nci fiat passioni.
Nci fiat unu respetu mannu po is àterus, mancai fessint pipius.
Nci fiat su disìgiu mannu de revolutzionai sa sociedadi.
Partendi de is prus dèbilis.

Custa Grammatica no est una cosa po scola chi podint lìgiri sceti “gli addetti ai lavori”.

Est unu manifestu polìticu, culturali e didàticu po totus.

Sa fantasia chi narat Rodari no est unu scimpròriu po nci passai su tempus: est un'aina po agiudai is pipius a crèsciri beni, a èssiri liberus e no a diventai su chi bolint is mannus.
Sa fantasia est un'aina po ddus agiudai a èssiri abbistus, comenti in su tempus nostu iant a dèpiri èssiri.
Po ddus agiudai a cùmprèndiri su chi tenint a ìnturu e su chi ddoi est foras de issus, su mundu, innantis chi su mundu ddus strechit.

Po ddus agiudai a èssiri fortis. Tostorrudus.
Po ddus agiudai a èssiri atrivius candu serbit.
Po ddus agiudai a no intèndiri càrrigus malus in sa cuscèntzia insoru, chi est ancora tropu fràgili po ddus pòdiri aguantai.

Po ddus agiudai a arriri.

In is iscolas nostas, po su prus, arrieus tropu pagu. S'idea ca s'educatzioni de sa menti depat èssiri una cosa trista est difìcili meda de cumbàtiri (Pigau e torrau in sardu de sa Grammatica della fantasia).

Rodari boliat un'iscola innui si ponessint in campu totu is atzionis chi podessint agiudai su pipiu a crèsciri mellus. Issu sciriat puru ca in una situatzioni de tensioni is pipius no imparant beni.
Ecus poita donàt a s'arrisu un'importu mannu.
S'arrisu est una forma de terapia. E arriendi s'impara mellus e prus allestru.

A s'acabbada si cumprendit beni poita iat a èssiri de a berus de importu chi is pipius imparessint custa grammàtica.

Sa menti est una sceti. Ma sa fantasia sua tocat a dda dirìgiri. Is fàulas, le fiabe, (chi siant ascurtadas o imbentadas) a solas no bastant a su pipiu. S'imperu lìberu de totu is possibilidadis de sa lìngua est sceti una de is diretzionis chi si podint pigai. Ma, comenti narant is frantzesus, tout se tient.
Sa fantasia de su pipiu, inghitzada a imbentai fueddus, at a imperai is ainas suas in totus is campus de s'esperièntzia chi ndi tenint abisòngiu. Is fàulas serbint a sa matemàtica, aici comenti sa matemàtica serbit a is fàulas. Serbint fintzas a sa poesia, a sa mùsica, a s'utopia, a s'impènniu polìticu: duncas a s'òmini e no sceti a fantasticai. Pròpiu poita iat a pàrriri ca no serbint a nudda, serbint.
Serbint a s'òmini cumpriu.
Chi una sociedadi crèscia cun su mitu de sa produtividadi (e de su profitu) tenit abisòngiu de omixeddus de nudda, uomini a metà, chi depint sceti produxi, fai sceti su chi ddis nant de fai, chentza de voluntadi, bolit nai ca est fata mali e intzandus tocat a dda cambiai.
Po dda cambiai serbint òminis creativus, chi scìpiant imperai sa fantasia.

Aici scriiat Gianni Rodari.

Aici Rodari e s'idea didàtica sua funt intraus in su trabballu miu.
Nareus mellus ca est intrau su disìgiu de sighiri cust'arrastu.

Deu intzandus circu de ascurtai su chi consillat Rodari e ònnia tanti provu a fai puru calencunu esperimentu sighendi is inditus suus.
Est aici ca ocannu passau m'est nàsciu custu limerick, chi est serbiu po mòviri sa fantasia de una classi de piciocheddus de prima mèdia.

A custu pipiu ddi nant Oràtziu
chi bivit asuta de Santu Pancràtziu.
Issu ònnia dì sartat sa turri,
e de una a s'àtera currit,
custu pibitziri de pipiu Oràtziu.

S’est pigau s’arrisu, m’ant fatu preguntas e issus puru ant circau de ndi pesai unu limerick.
fonte

La storia di Aldonça de Besora

La signora che regalò la libertà a Serramanna La storia di Aldonça de Besora e delle Franchigie del 1455, raccontata a grandi e piccini ...