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domenica 7 settembre 2014

STOP AL BULLISMO Prevenire e contrastare il bullismo

Il fenomeno del bullismo
Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo con caratteristiche peculiari e distintive, sulle quali c’è un vasto consenso a livello internazionale.
Il bullismo è caratterizzato da tre fattori che permettono di discriminare tale fenomeno da altre forme di comportamento aggressivo e dalle prepotenze. Questi fattori sono:


  • L’intenzionalità: il comportamento aggressivo viene messo in atto volontariamente e consapevolmente
  • La sistematicità: il comportamento aggressivo viene messo in atto più volte e si ripete quindi nel tempo
  • L’asimmetria di potere: tra le parti coinvolte (il bullo e la vittima) c’è una differenza di potere, dovuta alla forza fisica, all’età o alla numerosità quando le aggressioni sono di gruppo. La vittima, in ogni caso, ha difficoltà a difendersi e sperimenta un forte senso di impotenza.
Numerosi studi, hanno identificato diverse forme di bullismo, più o meno esplicite e osservabili, a seconda della tipologia di azioni che vengono messe in atto:


Bullismo diretto: comportamenti che utilizzano la forza fisica per nuocere all’altro. In questa categoria sono presenti comportamenti come picchiare, spingere, fare cadere, ecc.
Bullismo verbale: comportamenti che utilizzano la parola per arrecare danno alla vittima. Ad, esempio, le offese e le prese in giro insistenti e reiterate
Bullismo indiretto: comportamenti non direttamente rivolti alla vittima ma che la danneggiano nell’ambito della relazione con gli altri. Sono comportamenti spesso poco visibili che portano all’esclusione e all’isolamento della vittima attraverso la diffusione di pettegolezzi e dicerie, l’ostracismo e il rifiuto di esaudire le sue richieste. 
All’interno delle scuole il bullismo riguarda tutti gli alunni, e non solo quelli che vi prendono parte in maniera più evidente. I ruoli che possono essere assunti dagli allievi, sono sintetizzati nell’elenco seguente:


Bullo: chi prende attivamente l’iniziativa nel fare prepotenze ai compagni
Aiutante: chi agisce in modo prepotente ma come “seguace” del bullo
Sostenitore: chi rinforza il comportamento del bullo, ridendo, incitandolo o semplicemente stando a guardare
Difensore: chi prende le difese della vittima consolandola o cercando di far cessare le prepotenze
Esterno: chi non fa niente ed evita il coinvolgimento diretto o indiretto in situazione di prepotenza
Vittima: chi subisce più spesso le prepotenze.
Numerosi sono gli studi a livello nazionale, europeo ed internazionale che registrano la presenza di tale fenomeno nelle scuole.


La ricerca sul bullismo a Milano


Il campione comprende i dati di 59 plessi (33 elementari e 26 medie) per un totale di 10.513 alunni (5.426 maschi e 5.087 femmine) dei quali 4.406 delle scuole elementari (III, IV e V classe) e 6.107 delle scuole medie (I, II e III classe). L’età media del campione delle scuole elementari è pari a 9,5 anni, mentre per le scuole medie l’età media è pari a 12,6 anni.
Bullismo a Milano


Agli alunni delle classi che hanno aderito alla proposta, è stato chiesto di compilareun questionario composto da tre parti:


“La mia vita a scuola - Durante questa settimana un altro mi ha…” (azioni di bullismo subite)
“La mia vita a scuola - Durante questa settimana io ho…” (azioni di bullismo agite)
Le prepotenze tra bambini/ragazzi a scuola (bullismo e intervento da parte di insegnanti e compagni)
Si sono effettuate delle rilevazioni anche di tipo qualitativo con alunni e genitori attraverso la metodologia dei focus-group


Dall’analisi dei dati il bullismo risulta molto diffuso sia nelle scuole elementari che nelle scuole medie inferiori cittadine. Addirittura un bambino su due dichiara di subire, infatti, prepotenze durante la permanenza nella scuola elementare, mentre nelle scuole medie abbiamo un ragazzo vittimizzato ogni tre. Dagli studi compiuti nello scorso decennio sappiamo però che la gravità dei singoli episodi non diminuisce nel corso degli anni, come rilevano anche le cronache cittadine che riportano periodicamente i casi più gravi accaduti nelle scuole medie.
La considerazione simultanea dei dati riguardanti gli alunni che subiscono e mettono in atto prepotenze risulta molto interessante. Infatti il numero degli studenti coinvolti nel bullismo a scuola raggiunge cifre allarmanti, rispettivamente il 64% alle scuole elementari e il 50% alle medie. Si potrebbe pensare che quello che accade ad una maggioranza sia anche “normale”. Nel caso del bullismo questo ragionamento non è applicabile. Infatti i bulli hanno maggiori probabilità di rimanere imprigionati in una carriera deviante che li porterà in molti casi ad avere problemi con le droghe e la giustizia prima dei 24 anni. Invece chi subisce ripetutamente prepotenze a scuola sviluppa, in misura maggiore rispetto ai compagni non coinvolti nel bullismo, malesseri somatici e disturbi emotivi anche gravi.


La ricerca qualitativa mostra che quasi la metà degli insegnanti ha difficoltà a riconoscere atti di bullismo che accadono nella propria classe. Allo stesso tempo, anche i genitori evidenziano delle difficoltà sia nell’avere un dialogo con i propri figli sia nell’aiutarli a trovare modalità di intervento adeguate. Ritengono inoltre di essere tenuti poco in considerazione dai ragazzi stessi per quanto concerne gli insegnamenti educativi mentre, in caso di gravi situazioni di prevaricazione, accolgono spesso la richiesta di aiuto da parte dei figli quando ormai la situazione diventa insostenibile. L’azione dei genitori, a questo punto, segue spesso una logica di allontanamento e di espulsione.


Quali considerazioni si possono fare?


È necessario prevedere programmi di prevenzione in grado di promuovere capacità relazionali nel rispetto di sé e degli altri. In particolare, poiché il bullismo è più diffuso e meno grave nelle scuole elementari, è proprio in quest’epoca che è più utile avviare programmi di prevenzione per evitare che il modello di comportamento aggressivo, tipico del bullismo, diventi una modalità preferenziale di relazione tra i ragazzi.
L’indagine mostra che i veri esperti di bullismo sono i ragazzi stessi: sanno individuare le peculiarità e le caratteristiche del fenomeno e sono a conoscenza di ciò che avviene nella classe. Questo “sapere” si traduce con difficoltà in un “saper fare”: in altre parole i ragazzi non dispongono della competenza necessaria ad intervenire efficacemente per difendere un compagno o se stessi.
L’azione educativa di una scuola attenta ai bisogni degli allievi dovrebbe tenere conto di queste evidenze e garantire un intervento continuato, strutturato e qualificato a livello di scuola. L’intervento dovrebbe prevedere:


Maggiore informazione che possa tradursi in aumentata sensibilità rispetto al fenomeno e in una migliore capacità di osservazione e discriminazione di situazioni di prevaricazione e prepotenza.
Integrazione di diversi ruoli professionali affinché ci possa essere un monitoraggio in classe e negli spazi comuni. Questo significa anche poter qualificare maggiormente il tempo che i bambini trascorrono a scuola e che comprende anche momenti come l’intervallo, lo spazio-mensa, ecc. Diversi studiosi indicano come uno dei primi interventi anti-bullismo, l’incremento della vigilanza del personale docente e non-docente sugli alunni.
Programmi specifici rivolti agli alunni perché possano apprendere strategie utilizzabili in caso di bullismo e perché possano sviluppare le competenze relazionali necessarie per instaurare rapporti basati sul rispetto di sé e degli altri e sull’empatia.
Coinvolgimento dei genitori come parte attiva di un progetto educativo più ampio.



Tratto da:


Bullismo a Milano. Rilevazione del fenomeno del bullismo nelle scuole elementari e medie che hanno aderito al progetto “Stop al Bullismo”.


A cura di Nicola Iannaccone, Federico Colombo, Stefania Di Domizio, Ilaria Veronesi.
ASL Città di Milano, marzo 2004.

lunedì 9 giugno 2014

CALENDARIO SCOLASTICO 2014/2015 NELLA REGIONE SARDEGNA

Inizio delle lezioni: 15 settembre 2014 lunedì;

FESTIVITA'  NAZIONALI:
il I° novembre 2014  
 sabato                 festività di  Tutti i Santi;
il 6 novembre 2014   giovedì             festa del Santo Patrono (San Leonardo);
l'8 dicembre 2014      lunedì               Immacolata Concezione;
il 25 dicembre 2014  
 giovedì               Santo Natale;
il 26 dicembre 2014  
 venerdì                   Santo Stefano;
il I° gennaio 2015      
 giovedì              Capodanno;
il 6 gennaio 2015      
 martedì                    Epifania;
il 6 aprile 2015      lunedì                    Lunedì dell'Angelo;
il 25 aprile 2015       
 sabato                  Anniversario della Liberazione;
il I° maggio 2015        venerdì
                  Festa del Lavoro;
il 2 giugno 2015        
 martedì                    Festa Nazionale della Repubblica;

ULTERIORI SOSPENSIONI DELLE ATTIVITA' SCOLASTICHE:
il 2 novembre 2014      domenica
                                     commemorazione defunti
dal 23 dicembre 2014 al 6 gennaio 2014
 martedì - martedì vacanze natalizie;
il 17 febbraio 2015        martedì
                                   martedì grasso
dal 02 al 07 aprile 2015  giovedì - martedì   vacanze pasquali;
il 28 aprile 2015           martedì                                  Sa Die de sa Sardigna;

TERMINE DELLE LEZIONI:
10 giugno 2015
 mercoledì per la scuola primaria e per la secondaria di I e II grado;

il 30 giugno 2015 martedì per le attività educative nella scuola dell'Infanzia;

n. 2 giorni a disposizione del Consiglio d'Istituto.

GIORNI DI LEZIONE:

Settembre 2014  14
Ottobre 2014        27
Novembre 2014  24
Dicembre 2014   18
Gennaio 2015     22
Febbraio 2015     23
Marzo 2015          26
Aprile 2015          19
Maggio 2015       25
Giugno 2015        8

Totale 206
A disposizione -2

TOTALE 204

Letterina



Carissimi alunni,

è stato bello trascorrere il terzo anno scolastico con voi, emozionante ricevere i vostri disegni, letterine, pensieri d'affetto. Quasi non ricordo se siete stati chiacchieroni durante l'anno scolastico, perché voi sapete benissimo che le maestre ricordano solo le cose belle.

Bellissimi i ricordi che mi tornano in mente: gli abbracci all'ingresso in aula, la sorpresa di trovarvi tutti silenziosi al rientro in classe per farmi una bella sorpresa.

Ognuno di voi è speciale non scordatelo mai e ricordate sempre che la classe è come una famiglia allargata.

Ci siamo sempre aiutati nei momenti di difficoltà, dopotutto lavorare insieme è più bello, vero?

Sui banchi siete cresciuti all'insegna di valori e ideali comuni e in questi banchi si formeranno talenti, chissà in quali campi, il cui successo potrà essere attribuito anche di aver imparato con continuità e serietà non solo cultura ma anche l'educazione e l'amicizia che sono la base fondamentale per la vostra crescita.

In effetti avete solo 9 anni ma il cammino è intrapreso e la strada è spianata, naturalmente ancora tanto lavoro ci aspetta ma la forza e la volontà non ci mancano.

Ricordate la "Filastrocca delle maestre" di Bruno Tognolini?

Maestra, insegnami il fiore ed il frutto
Col tempo, ti insegnerò tutto
Insegnami fino al profondo dei mari
Ti insegno fin dove tu impari
Insegnami il cielo, più su che si può
Ti insegno fin dove io so
E dove non sai? - Da lì andiamo insieme
Maestra e scolaro, un albero e un seme
Insegno ed imparo, insieme perché
Io insegno se imparo con te.


Non scordatela mai.

Grazie a tutti per aver reso speciale la nostra classe.

Buona estate a tutti, riposatevi e leggete tutto quello che vi piace.

Ricordate: leggere fa crescere!!!

BUONE VACANZE A:
Mauro,  Eva,  Andrea, Claudio, Chiara, Claudia, Sebastiano, Raffaele, Ilaria, Elena, Giulia, Patrick, Justine, Emma, Anna, Lorenzo, Matteo, Ilenia, Gioele, Tommaso, Alice, Giacomo, Angelo


maestra Linda



giovedì 8 maggio 2014

Il Salone del Libro di Torino torna ad aprire i battenti per l’edizione 2014. Ancora una volta la location è quella del Lingotto, che per 5 giorni sarà l’ombelico internazionale del mondo della lettura.

È il Bene il motivo conduttore del Salone Internazionale del Libro 2014. Di fronte a una crisi globale che è anzitutto morale e culturale, diventa urgente la necessità di ridefinire le regole del gioco, di provare a disegnare un catalogo di valori, esperienze, sensibilità di segno positivo, da cui provare a ripartire. Non discorsi astratti, ma un’agenda di cose da fare. E da fare bene, al meglio possibile.

martedì 6 maggio 2014

A scuola senza zaino, si può fare.



L'idea mi frullava già da parecchio, ma ho sempre pensato che fosse irrealizzabile, poi leggendo qua e là ecco
A scuola senza zaino
Il metodo del curricolo globale per una scuola comunità di Marco Orsi

Traendo spunto dallo zaino come oggetto emblematico, inventato per gli eserciti e per i viaggiatori che affrontano luoghi inospitali, l'opera esamina la scuola come un sistema complesso, un ambiente in cui tutti gli aspetti hanno un valore, quelli materiali come quelli immateriali: da una parte gli strumenti, gli arredi, gli edifici, i laboratori, dall'altra gli obiettivi, la valutazione, i saperi, i metodi, la progettazione, le relazioni, le regole. L'oggetto zaino rimanda, in modo sorprendente, a un modello pedagogico improntato all'individualismo e alla standardizzazione: è come il sintomo di una difficoltà a sviluppare un apprendimento significativo fondato sull'esperienza. Viene lanciata perciò una sfida volta a riconfigurare la scuola coinvolgendo allievi e docenti. La «scuola senza zaino», un progetto che sta impegnando 11 istituti in Toscana, riscopre una dimensione di ospitalità e si propone di creare una comunità di ricerca favorendo la responsabilità degli alunni e l'acquisizione di competenze. Ogni aspetto viene ripensato attraverso il metodo del curricolo globale, riguardo al quale si forniscono qui schede e strumenti operativi per la gestione della classe e la progettazione delle attività. Una novità del libro è quella di coniugare l'approccio pedagogico con quello organizzativo, per cui l'opera si rivolge sia agli insegnanti che ai dirigenti scolastici.


mercoledì 26 febbraio 2014

Deu fueddu in sardu




La classe 3a A della Scuola Primaria di via Sicilia n.2 dell'Istituto Comprensivo statale di Serramanna, negli anni scolastici 2011/2012, 2012/2013, 2013/2014 attraverso la Legge Regionale n. 3 del 7/8/2009, art. 9, comma 10, lett. b) “Sperimentazione, nelle scuole di ogni ordine e grado, dell’insegnamento e dell’utilizzo veicolare della lingua sarda in orario curricolare”, ha beneficiato di almeno n.2 ore curricolari di
Lingua Sarda nel percorso didattico, dedicandole all'apprendimento di materie dell’ambito linguistico espressivo, storico/scientifico e sociale veicolati in Lingua Sarda nell'ottica delle direttive europee sulla valorizzazione delle lingue minoritarie, nonché degli studi più recenti di psicolinguistica relativi all'importanza, nel bambino, del plurilinguismo. 

lunedì 24 febbraio 2014

Maschere italiane






Arlecchino




                                                                        
Tradizione vuole che Arlecchino sia nato a Bergamo e che la madre, poverissima, gli abbia cucito il festoso costume con scampoli di vari colori.

La storia di Aldonça de Besora

La signora che regalò la libertà a Serramanna La storia di Aldonça de Besora e delle Franchigie del 1455, raccontata a grandi e piccini ...