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domenica 15 marzo 2026

GLI ETRUSCHI

Gli Etruschi

Civiltà italiana · Classe 5ª Primaria · pp. 58–65

Una delle civiltà più misteriose e affascinanti dell'Italia antica
🏛️ Quando e dove
Civiltà sviluppata intorno all'800 a.C. in Etruria
Zona dell'Italia centrale tra i fiumi Arno e Tevere, sul Mar Mediterraneo
Origine incerta: probabilmente una popolazione locale mescolata con i Villanoviani
Non fondarono un unico regno: si organizzarono in città-stato
Decaddero per gli attacchi di Celti, Sanniti e Romani (tra il 300 e il 200 a.C.)
Principali città
Veio vicino a Roma
Cerveteri necropoli UNESCO
Tarquinia affreschi famosi
Populonia sul mare
Arezzo Chimera di bronzo
Perugia Umbria
⏳ Linea del Tempo
800 a.C.Prime testimonianze della civiltà etrusca
700 a.C.Massimo sviluppo: espansione verso Campania e Pianura Padana
600 a.C.Re etruschi (Tarquinio Prisco) governano Roma
500 a.C.Inizio della decadenza e conquista romana dell'Etruria
200 a.C.Gli Etruschi vengono assorbiti definitivamente da Roma
⚒️ Le Attività Economiche
Agricoltura e allevamento
Coltivavano olivo, vite, grano e legumi
Allevavano maiali, ovini, bovini e cavalli
Dal sottosuolo estraevano pietre da costruzione e metalli (rame, ferro dall'Isola d'Elba; oro e argento acquistati)
Dai boschi ricavavano legname per case e imbarcazioni
Commercio e navigazione
Commercio molto sviluppato con Greci e Fenici
Abili navigatori: controllavano il Mar Tirreno
Praticavano la pirateria: assalivano e depredavano navi
Esportavano: vino, cereali, cavalli, metalli, prodotti artigianali, bronzo
Tecnologia: il bucchero, ceramica ricavata dall'argilla, diventava nera e lucida durante la cottura
👑 La Società
Governate dal lucumone: re-sacerdote eletto tra i ricchi proprietari terrieri
Affiancato da un'assemblea di aristocratici e ricchi mercanti
Classi sociali
Lucumone (re) Sacerdoti Guerrieri Artigiani e mercanti Contadini Schiavi
Donne etrusche: godevano degli stessi diritti degli uomini, potevano svolgere attività, possedere schiavi e proprietà, ricevere beni in eredità e trasmettere il cognome ai figli
⭐ Le lamine di Pyrgi riportano lo stesso testo in etrusco e fenicio: hanno aiutato a comprendere alcune parole etrusche.
✍️ La Scrittura
Usavano l'alfabeto greco, adattato alla loro lingua
Scrivevano e leggevano da destra verso sinistra
La scrittura è stata decifrata solo in parte: molti testi sono brevi e simili fra loro
Principalmente iscrizioni funerarie (nomi di persone o divinità)
Trasmisero l'alfabeto ai Romani, che lo diffusero nel mondo
L'alfabeto che usiamo oggi ha origine etrusca!
🔮 La Religione
Erano politeisti: credevano in molte divinità
Divinità principali
Tinia — il più potente (come Zeus) Uni — moglie di Tinia Menrva — dea della guerra Aplu — dio del tuono
La divinazione
Credevano che gli dèi comunicassero attraverso i fenomeni naturali
Arùspici: osservavano gli organi di animali sacrificati
Àuguri: interpretavano stelle cadenti e volo degli uccelli
⚱️ Le Necropoli
Credevano nella vita dopo la morte: seppellivano i morti in tombe simili ad abitazioni
Ogni tomba aveva scale, corridoi, stanze arredate e un sarcofago a forma di figura umana
Le pareti erano decorate con affreschi coloratissimi: scene di banchetti, danze, giochi
Tipi di tombe
Sotterranee (scavate nel tufo) Nella roccia Tholos (cupola di terra)
Le necropoli di Cerveteri e Tarquinia sono Patrimonio UNESCO dal 2004
⭐ Le pareti delle tombe ci permettono di conoscere la vita quotidiana degli Etruschi.
🏘️ La Città Etrusca
Costruite su altipiani o colline per difesa naturale
Mura in grossi blocchi di tufo, lunghe 8–9 km, con porte ad arco
Strade larghe fino a 15 metri con marciapiedi, canali e due solchi per le ruote dei carri
Cisterne e acquedotti per portare acqua pulita
Al piano terra delle case: botteghe e laboratori artigianali
Le abitazioni
Case semplici: tetto spiovente, pareti in mattoni Case grandi: cortile centrale con pozzo e stanze intorno
Il tempio sorgeva su un'altura su basamento di pietra, con colonne e celle per le divinità
Fuori dalle mura: la necropoli con le tombe dei defunti
🍷 La Vita Quotidiana
Banchetti: mangiavano distesi sui triclini; cibi preferiti: pane, focacce, minestre, zuppe; gli aristocratici anche carne e pesce
Amavano musica (flauto aulòs, lira a 7 corde) e spettacoli di danza
Ottimi scultori: dai Greci impararono a lavorare ceramica e bronzo (statue, sarcofagi, decorazioni)
Abbigliamento
Uomini: tunica leggera lunga + mantello pesante in inverno
Donne: lunghe tuniche e mantelli colorati e ricamati; capelli arricciati o raccolti, poi coperti con veli
Aristocratici: caccia e sport (lotta, pugilato, salto, corsa con i carri)
⭐ La famosa Chimera di Arezzo (bronzo) testimonia la straordinaria abilità degli artigiani etruschi.
⚙️ Tecnologia: Metalli e Architettura
Lavorazione dei metalli
Appresero dai Celti la lavorazione del ferro per armi e utensili
Usavano forni in pietra conici per fondere la roccia ferrosa
Lavorazione dell'oro — due tecniche
Granulazione: sfere d'oro saldate su lamina Filigrana: intreccio di sottilissimi fili d'oro
L'arco etrusco
Furono i primi a realizzare l'arco e la volta
Tecnica: struttura in legno → pietre vicine a vicina dal basso → chiave di volta in cima che fa aderire le pietre
Innovazione poi ripresa e diffusa dai Romani
La Porta all'Arco a Volterra è uno degli esempi più famosi di arco etrusco ancora visibile!
🌟 Cosa ci hanno lasciato
L'alfabeto latino (poi usato in tutto il mondo) L'arco e la volta in architettura Tecniche di bonifica delle paludi Fognature e strade lastricate I gladiatori Cerimonie e simboli religiosi Il fascio (simbolo del potere) Tecnica di fusione dei metalli Il nome "Toscana" (da Tusci = Etruschi) Necropoli UNESCO a Cerveteri e Tarquinia
I Romani impararono moltissimo dagli Etruschi: arte, ingegneria, religione, scrittura e urbanistica. Senza gli Etruschi, Roma non sarebbe diventata così grande!

Per ripassare i VERBI


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📚 IL VERBO — Classe 5ª
💡 Cos'è il verbo
Indica un'azione (correre, mangiare)
Indica uno stato (essere, stare)
Indica un processo (crescere, cambiare)
Soggetto + VERBO + complementi
🔀 I Modi
Modi finiti (hanno persona e numero)
IndicativoCongiuntivoCondizionaleImperativo
Modi indefiniti (no persona)
InfinitoParticipioGerundio
⏱️ Indicativo
Tempi semplici
Presente — amoImperfetto — amavoFuturo semplice — ameròPassato remoto — amai
Tempi composti
Passato prossimo — ho amatoTrapassato prossimo — avevo amatoTrapassato remoto — ebbi amatoFuturo anteriore — avrò amato
Composto = aus. + participio passato
🌀 Congiuntivo
Esprime dubbio, desiderio, speranza, timore
Tempi
Presente — che io amiImperfetto — che io amassiPassato — che io abbia amatoTrapassato — che io avessi amato
Dopo: che, benché, affinché, sebbene
Spero che tu venga ✓Benché piova, esco ✓
⚡ Condizionale
Azione possibile a certe condizioni
Usato per cortesia e desiderio
Tempi
Presente — amereiPassato — avrei amato
Se + imperfetto cong. → condizionale presente
Se potessi, viaggerei ✓Vorrei un gelato ✓
📣 Imperativo
Esprime ordini, comandi, richieste, esortazioni
Ha solo il tempo presente
Manca della 1ª persona singolare
Persone disponibili
2ª sing. — ama! / temi! / senti!3ª sing. — ami! (cortesia)1ª plur. — amiamo!2ª plur. — amate!3ª plur. — amino!
Forma negativa: non + infinito → non correre!
🌱 Modi Indefiniti — Infinito, Participio, Gerundio
Infinito
Indica l'azione in modo generico
Presente — amare, temere, sentirePassato — aver amato
Usato come nome: Il correre fa bene
Voglio mangiare ✓È bello viaggiare ✓
Participio
Usato nei tempi composti e come aggettivo
Presente — amante, correntePassato — amato, temuto, sentito
Come agg.: una porta chiusa / come verbo: ho chiuso
Ho mangiato ✓La torta mangiata ✓
Gerundio
Indica un'azione secondaria contemporanea o precedente a quella principale
Presente — amando, temendo, sentendoPassato — avendo amato
Risponde a: come? quando? perché?
Studiando si impara ✓Correndo, è caduto ✓Avendo mangiato, uscì ✓
👥 Persona e Numero
Singolare
1ª — io2ª — tu3ª — lui/lei
Plurale
1ª — noi2ª — voi3ª — loro
🌿 Le Coniugazioni
1ª — -ARE (amare, cantare)
2ª — -ERE (temere, leggere)
3ª — -IRE (sentire, finire)
Irregolari: essere, avere, fare, andare, dare…
🔧 Ausiliari
ESSERE → intransitivi, riflessivi
AVERE → transitivi
ho mangiato ✓sono andato ✓mi sono lavato ✓
Con ESSERE → participio concorda col sogg.
🔄 Forma Attiva e Passiva
Attiva: il soggetto compie l'azione
Il gatto mangia il topo
Passiva: il soggetto subisce l'azione
Il topo è mangiato dal gatto
Passiva = essere + participio passato
🔍 Esempi di Analisi Grammaticale
VerboModoTempoPersonaNumeroConiug.Forma
amoIndicativoPresente1ªsing.1ª -areattiva
aveva mangiatoIndicativoTrapass. pross.3ªsing.1ª -areattiva
fosse partitoCongiuntivoTrapassato3ªsing.3ª -ireattiva
sarebbe venutaCondizionalePassato3ªsing.3ª -ireattiva
è stata vistaIndicativoPass. prossimo3ªsing.2ª -erepassiva
correte!ImperativoPresente2ªplur.2ª -ereattiva
studiandoGerundioPresente—1ª -areattiva
avendo scrittoGerundioPassato—2ª -ereattiva
amato/aParticipioPassato—1ª -areattiva
cantareInfinitoPresente—1ª -areattiva
`; return
; }

lunedì 31 ottobre 2016

Is Animeddas


La celebrazione della vigilia di Ognissanti, in Sardegna, prende il nome di Is Animeddas (Sardegna del Sud) o Su Mortu Mortu (Sardegna del Nord), ma le denominazioni cambiano da paese a paese (Su Prugadoriu a Seui, ad esempio).

Is Animeddas non è un assaggio di “Carnevale” come è stato detto, e con le usanze scozzesi, non lo metto in dubbio meravigliose, ha in condivisione la sensibilità umana. A tirar su il naso per aria ci si rende conto facilmente che tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre le giornate si fanno drasticamente più corte e le ore di buio aumentano spaventosamente. Per chi sa che il regno dei morti è fatto di buio, non è troppo difficile capire perché in buona parte del mondo si è certi che proprio durante questi giorni, chi lo desidera, possa ritrovare un contatto con i propri avi defunti. In Sardegna il culto dei defunti e la riverenza nei confronti delle anime, che esse siano bonas o malas è antico come le pietre e non accenna a voler scomparire.
La Sardegna celebrava quelle giornate magiche che dividono ottobre da novembre con rituali e festeggiamenti simili in tutta l’isola: is animeddas, is mortus, sos mortos, o su mortu mortu.

La tradizione isolana non ne dubita, la notte del 31 di ottobre il portone che costringe altrove le anime del purgatorio si apre d’improvviso permettendo a queste d’abitare le case che un tempo furono di loro proprietà, o di visitare quei luoghi ai quali, per l’uno o per l’altro motivo, si sentono profondamente legate.

I bambini sardi nella magica notte, vagavano vestiti di stracci, quasi a voler simboleggiare le anime dei piccoli defunti e bussavano di porta in porta domandano secondo una formula che differisce di località in località, una piccola offerta per le anime costrette fra il paradiso e l’inferno. Secondo l’uso locale, che lentamente si sta riscoprendo, potreste dunque sentirvi chiedere , ripetuto in cantilena: “seus benius po is animeddas” oppure “mi das fait is animeddas” o ancora “su bene de sas ànimas” o “carki cosa po sas ànimas”.



domenica 23 ottobre 2016

Dall'infanzia alla primaria: inizia un nuovo viaggio

La vita scolastica del bambino dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria  sarà completamente diversa: avrà nuovi insegnanti da ascoltare e a cui fare riferimento, nuovi amici con cui condividere le gioie e i dolori, nuovi libri e nuovi quaderni.
Avrà il patema d’animo il primo giorno e la felicità negli occhi al primo bel voto, imparerà a scrivere il suo nome e a leggere le scritte sui cartelli stradali e le insegne dei negozi.
Sarà un bambino della scuola primaria e così avrà inizio il suo lungo viaggio all'interno del mondo scuola.
Un salto che corrisponde alla fine di una fase della vita del bambino: quella della prima infanzia.

14 Settembre 2016

domenica 28 agosto 2016

Buon anno scolastico a tutti!

Buon anno scolastico a tutti!
Buon anno a chi già c'era e a chi è appena arrivato...
Buon anno a chi teme le novità e a chi è sempre pronto alle sfide del cambiamento...
Buon anno a chi è andato
Buon anno a chi è rimasto
Buon anno a chi vive la Scuola a chi ci crede... a chi è convinto che sia possibile...
Buon anno a chi ha voglia di ESSERCI !!!

sabato 25 giugno 2016

Ciao, ciao Scuola Primaria

In questi cinque anni ci siamo conosciuti, abbiamo e avete studiato insieme , siamo e siete diventati amici. Ricordo la prima quando eravate piccoli piccoli, teneri ed impauriti, come pulcini. Noi maestre ci siamo subito “rimboccate le maniche” e vi abbiamo ”catapultato” in un nuovo mondo, la scuola primaria. Avevate paura, ma allo stesso tempo eravate contenti, perché orgogliosi di entrar a far parte di quella scuola e vi faceva sentire più grandi. Noi insegnanti ci siamo impegnate fin dal principio a rendere il vostro 'cervello' critico, privo di pregiudizi e di luoghi comuni grazie anche all'aiuto delle famiglie e il territorio. Chissà se siamo riuscite nell'intento! Prima ad ogni prova di verifica pensavate: “Ah, che spavento!” Ora, invece, più sicuri di voi stessi, pensate: “Ce la posso fare, niente è impossibile, basta solo impegnarsi!” Poco a poco avete imparato a “VOLARE”, sicuri nel cielo blu come i palloncini che hanno fatto da fil rouge nel nostro percorso scolastico, Non dimenticate le nostre battute, le nostre chiacchierate, le sgridate, i compiti, le amicizie e tanto altro ancora. Io non lo dimenticherò e sono sicura che abbiamo cercato di vivere questo periodo al meglio pur con i punti di forza e i punti critici che sicuramente vi hanno fatto crescere. Io sono sicura che le conoscenze che avete imparato serviranno per tutta la vita. La fine del mio primo ciclo di studi è un po’ triste ma allo stesso tempo è molto allegro perché ora inizia un nuovo e fantastico viaggio nella scuola primaria di primo grado. Buona vita agli alunni della 5^A del tempo pieno di via Sicilia (quinquennio 2011-2016)

sabato 27 febbraio 2016

La storia di Aldonça de Besora

La signora che regalò la libertà a Serramanna La storia di Aldonça de Besora e delle Franchigie del 1455, raccontata a grandi e piccini ...