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giovedì 31 ottobre 2013

Gli antichi riti sardi per ricordare i defunti: “is animas de su prugadóriu ”, una Halloween del passato che ritorna.

Novembre, il mese universalmente dedicato al culto dei defunti, ha sempre avuto riti e tradizioni particolari per far si che grandi e piccoli mantenessero perenne il ricordo degli avi. Tale tradizione in Sardegna è stata sempre particolarmente sentita e praticata in tutti i suoi Centri, piccoli e grandi.
Bauladu, il mio paese d’origine, non ha certo fatto eccezione a questo particolare rito. Per coinvolgere tutti, soprattutto i bambini, alimentava questo momento di pio ricordo delle figure del passato con storie, miti e leggende che creavano, soprattutto in noi ragazzi, un immaginario collettivo ricco di storie e figure leggendarie.
Oggi, purtroppo la patina del tempo ha annebbiato questa tradizione e valorizzato, invece, “ riti e tradizioni altrui” che con la falsa patente di modernità spacciano per nuovo quello che, in effetti, non lo è. Certamente avremo potuto evitare il dilagare, anche presso noi, dell’americana festa di Halloween, di tradizione anglosassone, importata negli USA dai pionieri Inglesi in quanto risalente a primordiali origini celtiche. Per fortuna dopo qualche anno di disorientamento, mi pare di capire che in Sardegna, forti del nostro orgoglio e delle nostre tradizioni, si stia diffondendo la voglia di riappropriarsi della nostra tradizione, certamente meno folcloristica ma più consona e vera. Il nostro antico rituale per il ricordo dei defunti era abbastanza complesso. Esso era un insieme di riti pagani e carità cristiana, arricchito di antiche leggende, raccontate dagli anziani raccolti intorno al fuoco. Erano storie tragiche, leggende, che affondavano nella notte dei tempi e che noi ragazzi ascoltavamo estasiati, rapiti, seduti immobili nel piccolo scanno vicino al camino, con il cuore in gola, in bilico tra curiosità e paura, alimentata questa dalle ombre che le fiamme del fuoco disegnavano sulle pareti della cucina e che sembrava materializzassero quelle terribili figure leggendarie narrate.

i raccontava che in tempi lontani, nelle vicinanze del paese, vi era un grande castello fortificato dove viveva un ricchissimo signore che era proprietario praticamente di quasi tutte le terre del circondario. A noi ragazzi questa storia sembrava proprio vera in quanto poco distante dall’abitato, lungo la strada che collegava Bauladu con Tramatza vi era, davvero, un grosso fabbricato in rovina (chiamato “Sa Turrita”) di cui, però, restava in piedi solo una spessa parete al centro della quale vi era un grande ingresso con degli alti stipiti in pietra sormontati da un arco imponente che dava proprio l’idea di entrare in un grande castello.
Questo ricco malvagio signore pur possedendo enormi ricchezze non dava il giusto a quanti lavoravano per lui. Anche in famiglia il suo comportamento era di grande cattiveria. La moglie non riuscì a dargli un figlio e lui diventava sempre più malvagio, non avendo eredi a cui lasciare tutto il suo patrimonio. Tutti dicevano che aveva venduto l’anima al diavolo, per mettere insieme tutte quelle ricchezze!

Un giorno, sentendosi ormai giunto alla fine della sua vita e non volendo lasciare a nessuno il suo forziere pieno zeppo di monete d’oro e di pietre preziose, lo chiuse a chiave e, in piena notte, lo caricò sul suo calesse e lo portò in cimitero. Questo luogo è ancora oggi chiuso da un alto muro di cinta ed ha al centro una grande Chiesa, dedicata a San Lorenzo, che in passato era stata quella del primo impianto dell’abitato di Bauladu. L’uomo, forse facendosi luce con un lume, dopo aver sollevato alcuni lastroni davanti all’ingresso, seppellì li sotto il suo tesoro, rimettendo, poi, in ordine il pavimento. Per evitare che qualcuno potesse appropriarsi del suo tesoro l’uomo prima di chiudere il forziere vi rinchiuse uno sciame di ferocissime mosche ( “sa musca macedda”) che, si diceva, potevano uccidere in pochi istanti chiunque fossero riuscite a pungere.

La leggenda del forziere alimentava il desiderio dei tanti che, in quegli anni di miseria, al pensiero di trovarsi in mano delle belle monete d’oro…sognavano ad occhi aperti. Certo il pensiero, però, di andare in piena notte in cimitero, scavare, e poi magari ritrovarsi punti dalla micidiale mosca, scoraggiava i più. Non tutti però.
Una mattina si sparse la voce che qualcuno era entrato in piena notte in cimitero e….aveva trovato il tesoro! Furono in tanti ad andare a curiosare. In effetti proprio davanti alla porta principale uno scavo recente dava l’idea che qualcuno avesse non solo scavato ma trovato, davvero, un forziere: vi erano le tracce di una cassa rimossa. La cosa fece non poco rumore. Tutti a cercare di capire chi era stato il temerario e se avesse davvero trovato il tesoro! Magari era proprio uno che, anche lui, aveva fatto un patto col diavolo! Doveva stare attento, però, perché aprendo il forziere c’erano le micidiali mosche!
Nessuno seppe mai niente, anche se, quando qualcuno esibiva una ricchezza prima non posseduta, faceva sorgere il grande dubbio: era lui ad aver trovato il tesoro?
Scusate se ho divagato un po’! Torniamo alla storia di prima.

L’antico rito nel mio paese si chiamava “ Is animas de su Prugadoriu”, a differenza di altri centri dove prendeva denominazioni diverse: “Su mortu mortu”, Ave Maria”, “carki cosa po sas animas”, “su bene de sas animas", oppure, come ad Oristano e dintorni, “Maria Punta ‘a Oru “.
Quest’ultimo rito è un po’ particolare e ve lo voglio raccontare.
“Maria Punta ‘a Oru “, come narra la leggenda, era una vecchia signora molto brutta che la notte del 1 novembre passava nelle case per mangiare la pasta che secondo la tradizione veniva appositamente cucinata per i defunti . Per l' occasione si tiravano fuori le provviste accumulate durante l' inverno: meloni, uva passa, mele cotogne, melagrane, fichi secchi, ecc. Questi frutti venivano messi a tavola e mangiati insieme alla pasta , però bisognava lasciarne un po' anche a Maria Punta ‘a Oru. Chi non ne avesse lasciata una parte si sarebbe ritrovato un buco nella pancia, perché la vecchia Signora sarebbe andata a cercarlo nel suo letto e, con “sa punta ‘a oru” ( attrezzo in ferro con la punta ricurva che serviva per fare l' orlo, “s'oru”, alle corbule ed ai setacci fatti di giunco o erbe palustri ) o con uno spiedo ( su schidoni ) gli avrebbe bucato la pancia per prendergli la pasta. Non male, vero, come storia spaventa bambini?
Torniamo al rito di casa nostra.
La notte del 1 Novembre la mensa veniva imbandita con i prodotti migliori che la famiglia poteva mettere a tavola: era in onore dei defunti, che avrebbero potuto consumare una lauta cena, e per questo restava apparecchiata tutta la notte. Noi ragazzi, invece, eravamo i protagonisti del “giorno dopo”. Al mattino, prevalentemente in gruppo - trascorsa la misteriosa notte della vigilia, nella quale avrebbero dovuto lautamente cenare i defunti che, però, consumavano solo “virtualmente” i buonissimi prodotti messi in tavola - noi andavamo di casa in casa bussando alle porte e chiedendo a gran voce, allungando un sacco: “A is animas de su Prugadoriu”!
Praticamente nessuno rifiutava di mettere qualcosa nel sacco: erano pardule, papassini, noci, mandorle, arance, melagrane ed altre leccornie che ci allargavano il sorriso, pensando alla successiva scorpacciata.


Verso l’ora di pranzo si rientrava a casa felici della “pesca miracolosa” raccolta.
Altri tempi, direte Voi.
Io debbo confessarvi che l’attuale festa di Halloween non mi ha mai entusiasmato. Preferivo e preferisco, anche oggi che ragazzo non sono più, questo nostro antico modo di trascorrere una giornata diversa, seria anche se un po’ giocosa, nel ricordo di quelli che ci hanno tracciato la via.



fonte amicomario

domenica 20 ottobre 2013

Creare mappe con Wisdomap

Wisdomap è un servizio on-line che vi permette di creare mappe mentali. Ecco come si presenta:



La cosa interessante è che puoi inserire nella mappa i video, le foto, le notizie prese dal web, insomma tutto quello che ritieni interessante e utile alla creazione della mappa.

Buon divertimento!

domenica 7 luglio 2013

BES, Bisogni Educativi Speciali


Presentazione


Con la direttiva dello scorso 27 dicembre 2012 relativa ai Bisogni educativi speciali (BES) il MIUR ha accolto gli orientamenti da tempo presenti in alcuni Paesi dell’Unione europea che completano il quadro italiano dell’inclusione scolastica.

Il concetto di Bisogni Educativi Speciali (BES) si basa su una visione globale della persona con riferimento al modello ICF della classificazione internazionale del funzionamento, disabilità e salute (International Classification of Functioning, disability and health) fondata sul profilo di funzionamento e sull’analisi del contesto, come definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2002) .

Rientrano nella più ampia definizione di BES tre grandi sotto-categorie: quella della disabilità; quella dei disturbi evolutivi specifici e quella dello svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale.

mercoledì 22 maggio 2013

Caccia al tesoro al Teatro Lirico di Cagliari



Bellissima l'esperienza vissuta il 21 Maggio 2013 dagli alunni del tempo pieno della scuola primaria di via Sicilia e via Pellico dell'Istituto Comprensivo di Serramanna durante la visita d'istruzione al Teatro Lirico di Cagliari. Gli alunni del tempo pieno quest'anno, grazie ai finanziamenti erogati dal Comune di Serramanna, hanno avuto l'opportunità di effettuare un progetto di musica con l'ausilio dell'esperta esterna Emanuela Milia

Gli alunni della classi 2^A di via Sicilia di Serramanna si sono divertiti a esplorare il teatro grazie alla Caccia al tesoro guidati da Sonia .

martedì 14 maggio 2013

Scuola: nuovo calendario scolastico 2013-14

Il calendario stabilisce che in Sardegna allo svolgimento delle lezioni siano assegnati non meno di 200 giorni. Nella determinazione, sono previsti 205 giorni di lezione che si riducono a 203 per via dei due giorni a disposizione delle singole Istituzioni scolastiche.



CAGLIARI, 14 MAGGIO 2013 – La Giunta Regionale, su proposta dell’assessore regionale della Pubblica Istruzione, Sergio Milia, ha approvato la determinazione del nuovo calendario scolastico per l'annualità 2013/2014 in Sardegna, che stabilisce che allo svolgimento delle lezioni siano assegnati non meno di 200 giorni. Nella determinazione, sono previsti 205 giorni di lezione che si riducono a 203 per via dei due giorni a disposizione delle singole Istituzioni scolastiche.

Tenendo conto dell’esigenza di dover assicurare una durata delle lezioni non inferiore ai 200 giorni e che le stesse Istituzioni scolastiche , nell’ambito della loro autonomia, possono adattare il calendario a specifiche esigenze locali oltre che didattiche, l’assessore Milia ha proposto che le lezioni abbiano inizio il 16 settembre 2013 e, limitatamente alla scuola primaria e alla secondaria di I e II grado, terminino il 10 giugno 2014. Nella scuola dell’infanzia le attività didattiche si protrarranno fino al 30 giugno 2014.

Al fine di contemperare le esigenze delle famiglie e degli Enti Locali con quelle delle Istituzioni scolastiche è necessario che tutti gli adattamenti al calendario, vengano programmati per tempo per assicurare la più ampia omogeneità territoriale.

fonte
Consulta il 'Calendario scolastico 2013/2014 nella Regione Sardegna'



CALENDARIO SCOLASTICO 2013/2014 NELLA REGIONE SARDEGNA

Inizio delle lezioni: 16 settembre 2013 lunedì;

FESTIVITA' NAZIONALI:
il I° novembre 2013 venerdì festività di Tutti i Santi;
il 6° novembre 2013 mercoledì festa del Santo Patrono (San Leonardo);
l'8 dicembre 2013 domenica Immacolata Concezione;
il 25 dicembre 2013 mercoledì Santo Natale;
il 26 dicembre 2013 giovedì Santo Stefano;
il I° gennaio 2014 mercoledì Capodanno;
il 6 gennaio 2014 lunedì Epifania;
il 21 aprile 2014 lunedì Lunedì dell'Angelo;
il 25 aprile 2014 venerdì Anniversario della Liberazione;
il I° maggio 2014 giovedì Festa del Lavoro;
il 2 giugno 2014 lunedì Festa Nazionale della Repubblica;

ULTERIORI SOSPENSIONI DELLE ATTIVITA' SCOLASTICHE:
il 2 novembre 2013 sabato commemorazione defunti
dal 23 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014 lunedì - mercoledì vacanze natalizie;
il 4 marzo 2014 martedì grasso
dal 17 al 22 aprile 2014 giovedì - martedì vacanze pasquali;
il 28 aprile 2014 lunedì Sa Die de sa Sardigna;

TERMINE DELLE LEZIONI:
10 giugno 2014 martedì per la scuola primaria e per la secondaria di I e II grado;
il 30 giugno 2014 lunedì per le attività educative nella scuola dell'Infanzia;
n. 2 giorni a disposizione del Consiglio d'Istituto.

GIORNI DI LEZIONE:
Settembre 2013            13
Ottobre 2013                  27
Novembre 2013            22
Dicembre 2013             18
Gennaio 2014               22
Febbraio 2014              23
Marzo 2014                    25
Aprile 2014                   20
Maggio 2014                26
Giugno 2014                 7

sabato 13 aprile 2013

Inno Sardo - Fortza paris!


Inno Sardo - Fortza paris!
Musica di Mariano Garau
Testo di Mario Puddu





Sàbudu 13 de abrile a is h. 17.30, in su Cineteatru de Sàrdara, est istétiu presentau s'innu de sa natzione Fortza paris!, chi bolet èssere una proposta de innu natzionale po is Sardos, si una die aus a decídere de ndhe tènnere unu e si at a pràghere a sa gente. 

Su testu, in sardu de mesania ma fintzes cun calecunu foedhu leau de àtera foedhada, dh'at cumpostu Mario Pudhu, autore de su Ditzionàriu de sa limba e de sa cultura sarda e de sa Grammàtica de sa limba sarda cun s'editore Condaghes.

Sa música dh'at cumposta s'iglesiente Mariano Garau, cumposidore apretziau. 
In prus, su maistu Gianni Foddai, diretore de sa Bandha de Arbus, at adatau s'armonia po dha sonare sa Bandha, cosa chi dha faet prus praghillosa puru po giare s'idea de unu pópulu chi camminat. E deosi, cun sa diretzione de su Maistu Foddai, est istétia registrada e fata a CD, cun su testu cantau a tres coros polifónicos: su Coro de Iglésias (diretore M. Garau), su de Arbus (diretrice Anna Maria Dessì) e su de Sedhori (diretore Antoni Pittau).

La storia di Aldonça de Besora

La signora che regalò la libertà a Serramanna La storia di Aldonça de Besora e delle Franchigie del 1455, raccontata a grandi e piccini ...